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CAMMINI DI SOBRIETÀ
L'umana dimora

Siamo tutti coinvolti
Volenti o nolenti siamo tutti coinvolti. L'urgenza della questione ambientale pone ormai in modo serio e ineludibile il dilemma vitale: continuare a sfruttare inesorabilmente le risorse naturali facendo finta di niente, cioè illudendosi che prima o poi la scienza e la tecnica troveranno la logica soluzione oppure cominciare a intravedere nella pratica quotidiana possibili percorsi di cambiamento personale e sociale?
Ci rendiamo sempre più conto che le conferenze internazionali, i summit mondiali e i protocolli governativi, pur encomiabili come tentativi di larghe intese a livello scientifico e politico, rischiano il più delle volte di apparire una semplice dichiarazione d'intenti, non mettendo affatto in discussione l'attuale modello di sviluppo planetario e di conseguenza i nostri paradigmi culturali di consumatori indifferenti ed egoisti.

Cosa possiamo fare?
Ma allora concretamente cosa possiamo fare?
Come gruppo di persone, chiamate dalla comune fede in Dio Creatore a ricevere in affido, a custodire e a salvaguardare la creazione, vorremmo intraprendere un percorso teorico-pratico di attenzione alla sobrietà coinvolgendo la nostra Comunità nella conversione responsabile dei propri stili di vita. E perché l'invito sia il più possibile concreto e fattibile, abbiamo pensato di partire proprio dalla casa, dal luogo deputato per eccellenza, ad accogliere e a preservare l'esistenza. Una struggente nostalgia di casa assale l'uomo moderno, spaesato e senza punti di riferimento. Tornare a casa diventa allora la modalità non solo per recuperare le proprie radici e finalmente riconoscersi, ma anche e soprattutto per iniziare a progettare un futuro che generi speranza e coraggio.
Tornare a vivere la casa come luogo simbolo di potenziale relazione, incontro e scambio intergenerazionale, di formazione del carattere, di vita semplice e conviviale, anche se solitudine, violenza, dolore e morte, esattamente come nel racconto della Genesi, limitano i nostri sogni e desideri più profondi.
La casa perciò come laboratorio di buone pratiche in cui iniziare a percorrere piccoli passi di reale cambiamento, proprio perché è nella casa e attorno alla casa che l'uomo cerca di soddisfare i bisogni essenziali attraverso azioni quotidiane così consuete e normali che spesso non ne coglie la valenza etica, estetica e politica, come ad esempio:

  • fare la spesa e cucinare;
  • usare la tecnologia (elettricità, riscaldamento, elettrodo­mestici, televisore...);
  • gestire l'economia famigliare ;
  • imparare a riciclare, a riutilizzare, a riparare;
  • risparmiare l'acqua, bene comune dell'umanità;
  • adoperare il mezzo di trasporto più appropriato; - coltivare l'orto, allestire il giardino;
  • allevare animali di piccola e media dimensione

Rispetto a questi ambiti c'è già chi ha imboccato e intrapreso la via della responsabilità etica, del consumo critico, dei bilanci di giustizia. Ha scelto la scommessa della sobrietà, di uno stile di vita cioè che sa distinguere tra i bisogni reali e quelli imposti, che si organizza in comunità famigliari, di vicinato e locali per garantire a tutti il soddisfacimento dei bisogni fondamentali con il minor dispendio di energia, che dà alle esigenze del corpo il giusto peso senza però dimenticare quelle spirituali, affettive, intellettuali e sociali della persona umana. Certo il cammino è lungo e, come sempre, non si improvvisa...Provare insieme, comunque, ne vale davvero la pena!

Una piccola proposta
Da qualche mese un gruppo di persone della nostra Comunità, in collaborazione con l'Associazione Le Piane, ha iniziato a riflettere su alcuni possibili "cammini di sobrietà", percorsi a cui tutti liberamente siamo fin d'oggi invitati ad aderire.
Se qualcuno volesse partecipare direttamente oppure, a seconda delle proprie disponibilità, anche solo semplice­mente interessarsi, sappia che sono in programma ulte­riori incontri mensili in cui si cominceranno a prendere in esame e ad approfondire, anche con l'aiuto di esperti esterni, gli ambiti di ecologia domestica sopra elencati.
In questo modo si vorrebbe coinvolgere un numero sem­pre più allargato di uomini e donne che provino a vivere e a condividere nuovi stili di vita più sobri ed essenziali, che tengano davvero in considerazione la persona, l'altro, la creazione tutta.

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